XXVI EDIZIONE
Tempi foschi. Tempi di schermi alzati e sguardi abbassati.
Tempi in cui ti chiedi a cosa serva fare teatro, fare cultura, ostinarsi in qualcosa di immateriale mentre il mondo chiede solo cose concrete. E poi entri in una sala. Si spengono le luci. Un corpo occupa lo spazio. E il presente torna a farsi reale — più reale di qualunque schermo.
È questo il cortocircuito. È sempre stato questo. Mettere persone davanti a persone e chiedere attenzione. Attenzione collettiva. L’atto più politico che conosciamo.
Primavera dei Teatri esiste per questo. Per tenere un campo di forze aperto quando tutto spinge a chiudere. Per esporre il lavoro prima che sia finito, il pensiero prima che sia sicuro, il gesto prima che diventi prodotto.
Per attraversare il presente nel momento esatto in cui accade. Con i corpi. Con i linguaggi. Con le fratture e l’ostinazione.
Ventisei edizioni. Nessuna uguale alla precedente. Tutte necessarie come questa.
Questa edizione è dedicata a Laura Palmieri, Giancarlo Cauteruccio e Goffredo Fofi:
tre figure che, in modi diversi e profondi, hanno intrecciato il proprio percorso umano e intellettuale con quello di Primavera dei Teatri.
CON IL SOSTEGNO DI





CON IL PATROCINIO

MAIN SPONSOR


MEDIA PARTNER

IN RETE CON








MAIN PARTNER













