FOCUS SCENA VERTICALE: 30 ANNI DI TEATRO

Ore 16.30 | Teatro Vittoria

FOCUS SCENA VERTICALE: 30 ANNI DI TEATRO


TEATRO

di Saverio La Ruina, Cue Press, 2022

 

Mattia Visani, fondatore e direttore editoriale della casa editrice Cue Press, dialoga con Saverio La Ruina

 

La raccolta vuole fornire una panoramica degli ultimi lavori teatrali di Saverio La Ruina: PolvereMasculu e fìammina e Saverio e Chadli vs Mario e Saleh. Da ogni drammaturgia, ciascuna rivolta a un importante tema sociale (il razzismo, il sessismo, l’omofobia e, più in generale, «l’incomunicabilità tra diversi»), la cui rilevanza ha assunto, nel mondo contemporaneo, oramai un aspetto quasi emergenziale nella sua drammaticità, affiora la sensibilità di un artista che, dalla scrittura fino alla messa in scena, sa misurare parole e gesti, costruendo personaggi vivi, che nelle loro forze e debolezze, sanno – anche nella loro disumanità – essere umani: ciò rende le storie di La Ruina sempre attuali, in ossequio a quella funzione «catartica» che la tradizione ha assegnato all’arte teatrale.

 

Saverio La Ruina si diploma alla Scuola di Teatro di Bologna e debutta in teatro con Leo de Berardinis. Laureato al Dams di Bologna, continua la sua formazione con Jerzy Sthur, Ludvik Flaszen e Eimuntas Nekrosius. Vince due Premi Ubu come Migliore Attore e per il Miglior Testo Italiano con Dissonorata e un Premio Ubu per il Migliore Testo Italiano con La Borto, nei quali «anche le vicende più dure parlano la lingua della poesia», come recita la motivazione del premio Hystrio alla Drammaturgia per i due lavori.  Ancora un Premio Ubu come Migliore Attore per Italianesi, due Premi Enriquez come Migliore Attore e per la Migliore Drammaturgia per Polvere, i Premi Lo Straniero e Ruccello all’attività complessiva. Con Masculu e fiàmmina debutta al Piccolo Teatro di Milano e ottiene una candidatura al Premio Le Maschere del Teatro Italiano come Migliore Interprete di Monologo. Tutte le sue opere sono state tradotte e messe in scena in diversi Paesi.

 

 

 

EL PSICOPOMPO E EL EVANGELIO SEGÙN ANTONIO

di Dario De Luca, Zibaldone, Valencia, 2021

 

Angela Albanese, coordinatrice italiana del Progetto Zibaldone, e Vincenza Costantino dialogano con Dario De Luca

 

Solo l’innegabile talento scenico di Dario De Luca è capace di affrontare con un tale grado di delicatezza due temi così intimi e silenziosamente dolorosi come il suicidio e l’Alzheimer, trasformati nella nostra società in una specie di tabù, di stigma, che bisogna nascondere sotto il tappeto. Nelle sue due ultime opere unite in questo volume, Il Vangelo secondo Antonio, e Psicopompo, lo fa inoltre, senza che la maschera di sofferenza e disperazione che evocano i suoi personaggi, gli faccia perdere per un solo istante la sua immensa dignità e il coraggio che a volte sfiora il grottesco. Grazie ad una delicata e lucida messa in scena e alla sottile profondità dei personaggi intorno cui gira la trama (Antonio, un umile sacerdote che affronta una infallibile perdita quotiodiana e costante delle sue capacità intellettuali, e una madre anonima che supplica al suo unico figlio di porre fine ai suoi giorni) le opere di Dario De Luca si trasformano in una rinnovata attualizzazione della epifania catartica che dalla scena finisce per arrivare fino all’ultimo angolo della platea. Un’altra volta. De Luca restituisce al teatro la sua innata funzione di agitatore (o provocatore) dei conflitti più laceranti della nostra vita sociale. 

 

Dario De Luca. Il lavoro di attore, regista e drammaturgo di Dario De Luca è indissolubilmente legato al lavoro che viene realizzato da tre decenni in seno a Scena Verticale (Premio Bartolucci e Premio della Critica Teatrale), compagnia fondata nel 1992 insieme a Saverio La Ruina. Nella sua opera come regista e drammaturgo – particolarmente sensibile a differenti aspetti della realtà sociale più immediata – figurano titoli come La stanza della memoria (1996), de-viados (1998), Elettra, Tre variazioni sul mito (2006), Luigi SturzoLe tre malebestie (2007), U Tingiutuun Aiace di Calabria (2009). Il vangelo secondo Antonio (2016) è stato premiato con il Premio Tragos per il Teatro e la Drammaturgia e il Premio Fersen alla Drammaturgia. Lo Psicopompo (2019), vincitore del Premio Sipario Centro Attori 2018, riceve due nomination ai Premi Ubu 2019 nella categoria “Miglior Attrice” e “Miglior Progetto Sonoro” e vince il premio in quest’ultima categoria.

 

 

SCENA VERTICALE: 30 ANNI DI TEATRO
di Carlo Fanelli, Sciami, Nuovo teatro made in Italy di Valentina Valentini.

 

Dialogano con Carlo Fanelli, Valentina Valentini, Dario De Luca e Saverio La Ruina 

 

Un percorso di ricerca on-line nato come strumento complementare al volume di Valentina Valentini, Nuovo Teatro Made in Italy (Bulzoni, Roma 2015). Nel tempo i documenti all’interno del percorso di ricerca sono aumentati insieme ai focus d’approfondimento dedicati alle compagnie e agli artisti. La ricostruzione della fenomenologia del Nuovo Teatro, trattata all’interno del libro, fa ampio riferimento all’apparato multimediale presente sul sito dedicato agli attori, alle compagnie, agli spettacoli e ai contesti composto da video, storyboard, recensioni, interviste e altro materiale archivistico. 

Tra i focus compresi è dedicato ad alcune produzioni di Scena Verticale. Compagnia di punta della scena teatrale contemporanea in Calabria, Scena Verticale si è imposta anche a livello nazionale per la sua capacità di “esportare” temi, luoghi e condizioni locali con una spiccata predisposizione al dialogo, alla connessione con un più aperto ambito nazionale. Ciò ha motivato la selezione dei testi e degli spettacoli presentati nel Focus. Tra i lavori della compagnia: La stanza della memoria (1996), un viaggio nel Novecento che incrocia vicende intime e familiari con le trasformazioni della storia nazionale che intervengono anche nella remota condizione locale. Dissonorata (2006), in cui – oltre a mettere in evidenza le doti drammaturgiche e attoriali di Saverio La Ruina – il vernacolo smette di essere un recinto espressivo per aprirsi alla collettività, insieme a temi duri e costantemente attuali. Masculu e fiammina (2016), una confessione aperta, amara, proferita davanti a una tomba che riverbera la presenza materna incombente. Uguale sguardo a una dimensione universale e aperta alla contemporaneità si riscontra ne Il Vangelo secondo Antonio e Lo psicopompo di Dario De Luca. Fra i due testi si realizza un “dialogo” che inquadra due prospettive, quella del dolore e quella della malattia. Nei due testi, quanto di teorico e sospeso aleggia intorno all’immagine della morte e della malattia, così come intorno al dolore, precipita e scuote profili umani e parole, divenendo esperienza di un vissuto che riverbera a raggiunge ciascuno di noi. 

 

Valentina Valentini ha insegnato arti performative e arti elettroniche e digitali, Sapienza, Università di Roma. Ha dedicato vari studi storici e teorici al teatro del Novecento: Nuovo teatro Made in Italy (Bulzoni,2015), Drammaturgie sonore ( Bulzoni, 2012), Mondi, corpi, materie.Teatri del secondo Novecento ( B. Mondadori, 2007), Dopo il teatro moderno (Politi,1989), Il poema visibile. Le prime messe in scena delle tragedie di Gabriele D’Annunzio (Bulzoni,1993) , La tragedia moderna e mediterranea (Angeli, 1991); alle interferenze fra teatro e nuovi media (Teatro in immagine, Bulzoni, 1987) e alle arti elettroniche ( Medium senza Medium, Bulzoni 2015;  Le pratiche e Le storie del video, Bulzoni, 2003). Pubblica su riviste nazionali e internazionali (Performance Research, PAJ, Biblioteca Teatrale, Close Up, Imago); fa parte dell’editorial board di Performance Research, Arabeschi, Imago e ha curato per Alfabeta2  teatro e  video; per l’editore Bulzoni la collana Audiovideoteca teatrale. Ha fondato e dirige il network: www.sciami.com.

 

Carlo Fanelli è professore associato di Discipline dello spettacolo presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Insegna Drammaturgia e Organizzazione ed economia dello spettacolo al CdS Triennale in Comunicazione e DAMS, Storia del teatro e della danza e Teorie della performance, alla Laurea Magistrale in DAMS e Storia dell’Arte. Organizzazione e teoria delle arti, della musica e del teatro. Nello stesso Ateneo è componente della Scuola Dottorale Internazionale di Studi Umanistici. Si occupa di cultura teatrale italiana del Rinascimento ed è autore di studi sulla Calandria di Bibbiena, sulla relazione tra retorica e drammaturgia e sul teatro di Ruzante. Ha scritto numerosi saggi sul teatro gesuitico, sugli autori teatrali dell’epoca e dell’entourage accademico di Bernardino Telesio e sulla Poetica di Tommaso Campanella. A queste ricerche incrocia interessi sulla ridefinizione del teatro contemporaneo come “teatro vivente”, ambito nel quale è autore di saggi su Romeo Castellucci, Teatro Valdoca, Motus e altri.

 

 

 

 

 

 

 

Time 4.30pm / Teatro Vittoria

FOCUS SCENA VERTICALE: 30 YEARS OF TEATHRE

 

TEATRO

by Saverio La Ruina, Cue Press, 2022

 

Saverio La Ruina talks with Mattia Visani, founder and editorial director of the Cue Press publishing house

 

The collection aims to provide a comprehensive overview of Saverio La Ruina’s theatre: from each dramaturgy, each aimed at an important social theme (racism, sexism, homophobia and, more generally, “the lack of communication between different” ), whose relevance has taken on, in the contemporary world, now an almost emergency aspect in its drama, the sensitivity of an artist emerges who, from writing to staging, knows how to measure words and gestures, building living characters, which in their strengths and weaknesses, they know – even in their inhumanity – to be human: this makes La Ruina’s stories always relevant, in accordance with that “cathartic” function that tradition has assigned to theatrical art.

 

Saverio La Ruina graduated from the Bologna School of Theatre and made his debut in theatre with Leo de Berardinis. Graduated from Dams in Bologna, he continues his training with Jerzy Sthur, Ludvik Flaszen and Eimuntas Nekrosius. He wins two Ubu Awards for Best Actor and for the Best Italian Text with Dissonorata and an Ubu Award for the Best Italian Text with La Borto, in which “even the hardest events speak the language of poetry”, as the motivation for the Hystrio award states. He also received Ubu Award for Best Actor for “Italianesi”, two Enriquez Awards for Best Actor and for Best Dramaturgy for “Polvere”, the Lo Straniero and Ruccello Awards for overall activity. With “Masculu e fiàmmina” he made his debut at the Piccolo Teatro in Milan and was nominated for the Le Maschere Award of the Italian Theater as Best Monologue Performer. All his works have been translated and staged in different countries.

 

 

EL PSICOPOMPO E EL EVANGELIO SEGÙN ANTONIO

by Dario De Luca, Zibaldone, Valencia, 2021

 

Angela Albanese (coordinatrice italiana Progetto Zibaldone resp. Nazionale)

 

 

 

SCENA VERTICALE: 30 ANNI DI TEATRO

by Carlo Fanelli, Sciami, Nuovo teatro made in Italy by Valentina Valentini.

 

They converse with Carlo Fanelli, Valentina Valentini, Dario De Luca and Saverio La Ruina

 

An on-line research path born as a complementary tool to the book by Valentina Valentini, Nuovo Teatro Made in Italy (Bulzoni, Rome 2015). Over time the documents within the research path have increased together with the in-depth focuses dedicated to companies and artists. The reconstruction of the phenomenology of the Nuovo Teatro, dealt with in the book, makes extensive reference to the multimedia apparatus present on the site dedicated to actors, companies, shows and contexts consisting of videos, storyboards, reviews, interviews and other archival material.

Among the focuses included is dedicated to some productions of Scena Verticale. A leading company in the contemporary theatre scene in Calabria, Scena Verticale has also established itself at a national level for its ability to “export” themes, places and local conditions with a marked predisposition to dialogue, to connection with a more open national context. This motivated the selection of the texts and shows presented in the Focus. Among the company’s works: La stanza della memoria (1996), a journey into the twentieth century that crosses intimate and familiar events with the transformations of national history that occur even in remote local conditions. Dissonorata (2006), in which – in addition to highlighting the dramaturgical and acting skills of Saverio La Ruina – the vernacular ceases to be an expressive enclosure to open to the community, together with hard and constantly current themes. Masculu e Fiammina (2016), an open, bitter confession uttered in front of a tomb that reverberates the impending maternal presence. The same look at a universal dimension open to contemporaneity is found in “Il Vangelo secondo Antonio” and “Lo Psiscopompo” by Dario De Luca. Between the two texts there is a “dialogue” that frames two perspectives, of pain and of illness. In the two texts, what is theoretical and suspended hovers around the image of death and disease, as well as around pain, precipitates and shakes human profiles and words, becoming the experience of a lived experience that reverberates and reaches each of us.

 

Valentina Valentini has taught performing arts and electronic and digital arts at La Sapienza, University of Rome. He has dedicated various historical and theoretical studies to the theatre of the twentieth century: Nuovo teatro Made in Italy (Bulzoni, 2015), Dramaturgie sonore (Bulzoni, 2012), Mondi, corpi, materie.Teatri del secondo Novecento (B. Mondadori, 2007), Dopo il teatro moderno (Politi, 1989), Il poema visibile. The first staging of the tragedies of Gabriele D’Annunzio (Bulzoni, 1993), The modern and Mediterranean tragedy (Angeli, 1991); to the interference between theatre and new media (Teatro in immagine, Bulzoni, 1987) and to the electronic arts (Medium without Medium, Bulzoni 2015; Le pratiche e Le storie del video, Bulzoni, 2003). She publishes in national and international journals (Performance Research, PAJ, Theatrical Library, Close Up, Imago); she is part of the editorial board of Performance Research, Arabeschi, Imago and has curated theatre and video for Alfabeta2for the Bulzoni publisher, the theatrical audio video library series. She founded and still directs the network: www.sciami.com.

 

Carlo Fanelli is associate professor of Performing Arts at the Department of Humanities of the University of Calabria. He teaches Dramaturgy and Organization and Economics of Entertainment at the bachelor’s degree in Communication and DAMS, History of Theatre and Dance and Performance Theories, at the master’s degree in DAMS and History of Art. Organization and theory of arts, music and theatre. In the same University, he is a member of the International Doctoral School of Humanities. He deals with Italian Renaissance theatre culture and is the author of studies on the Calandria of Bibbiena, on the relationship between rhetoric and dramaturgy and on the theatre of Ruzante. He has written numerous essays on Jesuit theatre, on the theatrical authors of the time and on the academic entourage of Bernardino Telesio and on the Poetics of Tommaso Campanella. In this research he crosses interests on the redefinition of contemporary theatre as a “living theatre”, an area in which he is the author of essays on Romeo Castellucci, Teatro Valdoca, Motus and others.

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Event Detail

1 Ottobre 2022 16:30
1 Ottobre 2022 17:30
Teatro Vittoria, Castrovillari

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